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Associazione Cesarino Piseddu

ASSOCIAZIONE

Cesarino Piseddu

Cesare Piseddu, noto a tutti come Cesarino, nacque a Genoni, un piccolo paese del Sarcidano, il 25 luglio del 1902, da una famiglia di umili origini denominata is Piseddus Leppasa, affinché si potessero distinguere da un’altra generazione, is Piseddus bois. Figlio di Paolo e Mariedda, consorti che diedero alla vita altri 6 figli (5 maschi e 1 femmina), tutti impegnati ad aiutarsi e sostenersi nel momento del bisogno.

Cesarino, insieme ai suoi fratelli, lavorò nel periodo adolescenziale con il padre Paolo nel mondo dell’allevamento (in quanto possessore di un piccolo gregge di capre) e nel mondo dell’agricoltura (in quanto proprietari di alcuni possedimenti terrieri).

Gli anni dello scoppio della Prima guerra mondiale furono disastranti anche per la famiglia Piseddu. Il giovane poeta vide morire due fratelli in guerra: il maggiore Vincenzo, deceduto nel 1917 sul monte Tre Cime di Lavaredo a Riviera, morì in seguito alla caduta di una valanga, Flaminio, il secondo fratello, morì nel 1916 a causa delle ferite riportate in combattimento, non fece mai ritorno.

Rischiò di perdere il terzo fratello Lorenzo che combatté per la guerra italo-turca. Riportò delle ferite gravi che gli valsero l’onorificenza e il rientro a casa. Durante gli anni successivi, Cesarino scrisse molte lettere che spedì a Roma, presso il Ministro della Guerra, per poter chiedere un’onorificenza per i due fratelli caduti in battaglia, morti per la loro patria, ma invano. 

Dopo la fine della Prima guerra mondiale, Cesarino decise di arruolarsi nell’esercito italiano. Fu chiamato per presidiare alcuni territori, tra cui Trieste e la zona costiera di Narcao, dove ebbe modo di poter conoscere tantissime persone e lasciarne tante altre.

Accolto al suo ritorno da parenti e amici, Piseddu incominciò ad interessarsi alla poesia sarda, frequentando ambienti che gli permisero di affinare le sue tecniche, dedicarsi esclusivamente ad esse e a renderlo unico e celebre.

Per quanto riguarda la sua vita privata, Cesarino si sposò con Giuseppa Siddi, sorella di Don Efisio Siddi, parroco della comunità di Escolca. Diedero alla vita 7 figli, 6 femmine e 1 maschio. Vissero a Genoni i primi anni di matrimonio, dove nacquero 3 figlie, per poi trasferirsi nella località di Gergei.

Piseddu, come suo padre, si dedicò ad attività agricole. Oltre che poeta, Cesarino era un tipico contadino sardo: semplice, umile, amante della natura e dell’aria aperta.  Possedeva un pezzo di terra nei territori gergesi, denominato Isceas. Da contadino a poeta fino al venditore: Piseddu allestì Sa Buttega de su Binu, il vino, la vernaccia, la malvasia e liquori sono alcune delle specialità messe in vendita, fra cui rientra anche S’abba Ardenti, bevanda alcolica difficilmente reperibile all’epoca. 

Piseddu, assieme alla moglie Giuseppa, vengono ricordati per il loro contributo alle feste paesane: i consorti allestivano Is Paradas, botteghe ambulanti su licenza, per poter rivendere i propri prodotti.

Negli anni successivi, Piseddu si confrontò con ambienti in cui erano diffuse realtà amanti della poesia sarda. Le sue attività poetiche lo portarono ad essere riconosciuto in tante zone della Sardegna, fra cui Oristano, Cabras, Ortueri, Mogorella, Samugheo passando per Atzara, Desulo, Belvì, Tonara, ancora a Sorgono, Laconi, Gesturi, Nuragus, fino a Lunamatrona, Barumini, Nuraminis, Serramanna, Serrenti. Il Campidano di Cagliari è stato uno dei territori meno frequentati rispetto alle altre zone, anche per il diverso modo di cantare diffuso. Partecipò a tantissimi eventi in questi paesi, ove lui fu invitato e accolto, apprezzato per le sue composizioni e grandi doti di improvvisatore.

Nella zona della Trexenta, emerse una nuova scuola poetica guidata da Cesarino Piseddu di Genoni, insieme a Pietro Maxia di Las Plassas, Giovani Trudu di Nuragus e Umberto Sanna di Siurgus Donigala. Questa corrente poetica, ancorata alla tradizione del canto a sa repentina, si distinse per il suo impegno nella crescita del muttettu, con l’obiettivo di sviluppare due nuovi modelli: su muttettu a “punte maglia” e quello a “canzonedda“. Parallelamente, si dedicò all’evoluzione dei modelli di canto come su dexiottu e su trintases, quest’ultimo trasformato in varianti come il “trintases arretrogau“, il “trintases torrau a latu” , il “trintases fioriu” e il “trintases ottagonali“.

Una forma di poesia adottata da Cesarino Piseddu in alcuni suoi componimenti è “Su Modellu”, uno dei concetti innovativi che hanno caratterizzato la sua produzione poetica. Questo genere, poco esplorato e ancora in via di definizione, ha le sue radici proprio nell’ingegno creativo di Piseddu, che insieme ad altri poeti ha contribuito alla sua formulazione. “Su modellu” è un genere poetico si distingue per una serie di peculiarità e varianti che lo rendono unico nel suo genere. La sua complessità è spesso evidenziata dall’inversione dei versi e dalla presenza di tecniche come la retrogradazione, un processo che comporta la rotazione dei versi e delle parole-rima nel ritornello. Questa tecnica aggiunge ulteriore complessità alla struttura poetica, creando una disposizione delle rime che si differenzia dalla forma originale e evidenzia la profondità e l’originalità di questo genere.

Riguardo ai contenuti, “su modellu” abbraccia una vasta gamma di temi, sia personali che rivolti ad altri poeti o individui. Tuttavia, la sua struttura non segue uno schema definito, lasciando agli artisti un’ampia libertà creativa. La flessibilità del Modellu si manifesta anche nel numero di versi nel ritornello e nella quantità di strofe, che possono variare a discrezione dell’autore. Inoltre, non ci sono limiti precisi per il numero di parole-chiave nel ritornello, consentendo una maggiore adattabilità alle esigenze espressive del poeta.

Piseddu ses poete gagliardu
De testa ona, chi faghes riflette,
Piseddu ses gagliardu poete,
chi faghes riflette testa ona,
ma narami: su modellu corona
est cosa chi tue cheres inventare?

L'amico poeta Franziscu Demara ha ricordato l'importanza de "su modellu" attraverso una sua poesia, evidenziando così il ruolo di Piseddu come uno degli ideatori di questa forma d'arte.

Tra gli altri poeti di rilievo con cui condivise l’arte della poesia durante feste paesane e gare poetiche vi fu Giuseppe Demuru, noto come Peppi Demuru o Bertuledda di Meana Sardo, come attestato da registrazioni recentemente rinvenute

Cantò con altri poeti della sua zona, fra cui Pietro Zucca, Giovanni Trudu di Nuragus, Peppino Casu di Nureci, Deiola di San Vero Milis, Pietro Maxia di Las Plassas, Domenico Cuccu di Villa Sant’Antonio. 

Da ricordare, inoltre, il legame stretto Mercede Mundula, poetessa di origini gergesi, luogo in cui lo stesso poeta abitò. Strinsero un buon rapporto, apprezzarono i reciproci lavori, anche se è ignota l’effettiva influenza poetica fra i due artisti. 

Non dimentichiamo il giovane poeta Gabriele Pili, amico e compagno di canti, Pili espresse da subito la sua ammirazione nei confronti di Cesarino mediante varie lettere che gli valsero una certa notorietà nel circondario dell’oristanese grazie ai suoi Mutettus in Limba e Canti a sa Repentina. In occasione di un evento commemorativo a Piseddu nel 1985, fu donata una medaglia-ricordo al giovane Gabriele Pili, ormai riconosciuto come allievo del grande poeta genonese.  

Il poeta Cesarino Piseddu morì il 31 Marzo del 1977, nel piccolo paese di Gergei, lasciando tanti amici e parenti.

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